Cos’è e come funziona Google Trends

Sei un[a] professionista del marketing digitale e vuoi individuare, monitorare e soprattutto capire gli interessi del tuo pubblico di riferimento prima degli altri? Oppure sei un[a] giornalista o un[a] blogger e sei alla ricerca di un argomento per il tuo prossimo articolo e hai quindi bisogno di effettuare una ricerca “real time” di una notizia: insomma, vuoi capirne la reale risonanza? O, invece, sei semplicemente curioso[a] di sapere quali argomenti siano in tendenza a livello mondiale? Google ti viene incontro con un tool gratuito che ti permette di avere accesso a un immenso archivio di dati utili per poter individuare e interpretare le informazioni più pertinenti in relazione alle tue esigenze. Questo tool è Google Trends. Vediamo insieme le sue funzionalità, i suoi possibili utilizzi, i vantaggi e gli svantaggi che offre per chi effettua ricerche sul web a livello personale e professionale.

Cos’è Google Trends?

Google Trends è uno strumento che identifica i termini, le parole chiave, le query – le domande che rivolgiamo a Google per soddisfare i nostri bisogni – più ricercate su internet, considerando i canali Google Search, Immagini, News, Shopping e YouTube, all’interno di una specifica area geografica e di uno slot temporale specificamente selezionato dall’utente, a seconda delle proprie esigenze di ricerca.
Google Trends – che si chiama GoTrends se si accede tramite smartphone – non restituisce all’utente il numero esatto, assoluto di query, bensì volumi approssimativi di ricerca – da 0 a 100 – che, aggiornati in tempo reale, permettono di stabilire a grandi linee un trend e il relativo e reale interesse su un determinato ambito, argomento, prodotto, notizia. I dati forniti da Google Trends possono inoltre essere sempre esportati in formato CSV e ordinati offline a proprio piacimento.

Come si usa Google Trends?

Google Trends è un tool estremamente intuitivo. L’homepage è lineare e user friendly. Una volta selezionata, in alto a destra, la zona geografica nella quale vogliamo effettuare la nostra analisi, abbiamo due opzioni per digitare la parola chiave, il termine specifico per il quale vogliamo studiare il volume di ricerca:

  • Nella stessa homepage, sulla barra di ricerca appena sotto la scritta “Scopri quali ricerche si fanno nel mondo”;
  • Cliccando sulla seconda voce del menù, a sinistra, in alto, chiamata: “Esplora” [Le altre voci del menu sono: Tendenze nelle ricerche, un anno di ricerche, iscrizioni, Guida e Invia Feedback].

Se non abbiamo idea su cosa digitare, il tool ci offre sei esempi dal mondo relativi a differenti argomenti, aree geografiche e slot temporali. Google Trends ci aiuta inoltre con una sezione di approfondimento denominata “In primo piano” dove viene mostrato “un anno di ricerche [anno]” ossia le ricerche più rilevanti degli anni precedenti a quello in cui si effettua la ricerca. Sempre nella homepage, per trovare spunti di ricerca, vengono evidenziate le parole “di tendenza recentemente”. Chiude la homepage la sezione: “Google News Initiative” pensata in chiave giornalistica e che viene difatti definita con queste parole: “è la nostra iniziativa di collaborazione con il mondo dell’informazione per aiutare il giornalismo a crescere nell’era digitale”.
Dunque, inserito il nostro termine nel tool, la piattaforma ci risponderà con un grafico. Sulle ascisse, l’intervallo di tempo da noi selezionato. Sulle ordinate, i valori che rappresentano l’andamento temporale della nostra query. Dai rispettivi menù a tendina sopra il grafico abbiamo quindi la possibilità di approfondire o modificare la nostra analisi, andando a cambiare:

  • l’area geografica;
  • lo slot temporale di nostro interesse;
  • la categoria;
  • il canale di ricerca di Google.

Nel caso ci interessasse una ricerca sul nostro territorio nazionale, quindi su Google Trends Italia, visualizzeremo la cartina dell’Italia. Ogni regione italiana sarà colorata con minore o maggiore intensità proporzionalmente al suo specifico volume di ricerca. Lo strumento permette inoltre di vedere graficamente i volumi di altri termini correlati e associati per intento di ricerca a quello da noi digitato e di confrontare dunque i differenti andamenti nel tempo per studiare al meglio il trend del termine di nostro interesse.
Concretamente, dentro Google Trends abbiamo a disposizione due box: “Argomenti correlati” e “Query associate”.

  • Gli argomenti correlati sono calcolati secondo le metriche “più cercati” – che seguono una scala relativa che vede 100 come valore massimo – e “in aumento” – in relazione alla frequenza di ricerca – e rappresentano i topic emersi dalle ricerche di altri utenti che hanno cercato il nostro stesso termine.
  • Le query associate sono calcolate secondo le stesse metriche stabilite da Google per gli argomenti correlati: “più cercati” e “in aumento”. Google trends definisce le query associate così “Gli utenti che hanno cercato il tuo termine hanno cercato anche queste query” mostrandoci quindi quelle più utilizzate.

Per migliorare la nostra ricerca possiamo quindi utilizzare l’opzione “confronta” e confrontare la nostra query con altri termini e verificarne il differente impatto. Google Trends ci permette in questo mondo di capire se la nostra keyword è quella maggiormente in trend rispetto ad altre simili e correlate in qualche modo allo stesso intento. Ogni termine verrà tradotto in un grafico che potremmo confrontare con quello della nostra keyword.

Quali sono i vantaggi della trend analysis di Google Trends?

L’utilizzo di Google Trends per scopi professionali permette di raccogliere dati e informazioni estremamente importanti in maniera gratuita anticipando i competitor nella costruzione di contenuti che seguono argomenti caldi, ossia in tendenza.
In questo senso, lato SEO, Google Trends è sicuramente uno strumento molto utile per una prima analisi superficiale dei dati. Trovare una keyword dall’alto volume di ricerca, seppure in termini statistici e non assoluti, significa avere trovato un argomento potenzialmente interessante e posizionabile sulla prima pagina di Google [SEO tip: l’uso combinato di Google Trends e dello “strumento di pianificazione delle parole chiave” offerto da Google Ads, permette di completare una prima panoramica su quali parole chiave possano essere considerate promettenti per la realizzazione dei propri contenuti].

Capire quale argomento sia un “trend topic”, attraverso il confronto di query all’interno del tool, permette di sviluppare contenuti potenzialmente adatti a portare traffico al proprio blog o sito. Come abbiamo visto, la correlazione e il confronto tra termini, che dal punto di vista professionale si trasformano in vere e proprie keyword, permette di vedere quali topic simili e affini al nostro risultino essere interessanti secondo il volume di ricerche che esplicitano. Le query associate permettono di ampliare il proprio argomento e aiutano la creazione di contenuti di più ampio respiro in grado di soddisfare maggiormente gli interessi degli utenti.

Se lo scopo non è per forza posizionarsi sul web, in ogni caso, l’anteprima delle tendenze di ricerca presente nella homepage di Google Trends e quindi la sezione specifica del menu “ tendenze nelle ricerche” permettono di studiare i trend quotidiani e aggiornati in tempo reale, minuto per minuto, in Italia e nel mondo. Dati estremamente importanti per sviluppare, ad esempio, contenuti giornalistici sempre aggiornati. In questo senso, Google Trends diventa un alleato decisamente efficace per l’implementazione corretta di un calendario editoriale per la realizzazione dei propri contenuti online e offline. Analizzare i trend su base pluriannuale infatti permette di verificare la stagionalità, i picchi di interesse su determinati argomenti permettendo di capire in quale momento si riuscirà a intercettare uno specifico bisogno da parte degli utenti.

Quali sono gli svantaggi della trend analysis di Google Trends?

L’analisi di Google Trends è utile per capire quali termini, parole chiave, query siano in tendenza in un dato luogo e momento storico, ma non essendo supportata da dati numerici precisi per i volumi di ricerca di tali termini, da un punto di vista professionale risulta incompleta. Il suo utilizzo deve essere sempre integrato da altri strumenti, ad esempio tool specifici per la keyword research in grado di fornire numeri più o meno reali che definiscano concretamente i volumi indicativi forniti dalla trend analysis.

Google Trends – Facciamo un recap!

Tra strumento analitico e fonte sociologica, Google Trends è un tool che permette di capire a grandi linee – dato che non fornisce numeri precisi, ma solo stime, tendenze – quali termini vengano cercati sul web, quali siano i desideri, i bisogni, le necessità degli utenti che frequentano internet. Dati utili per poter iniziare a strutturare le proprie strategie di marketing sul web, in maniera mirata e razionale. Benché da un punto di vista professionale il tool presenti dei limiti – lato SEO, ad esempio, dovremmo sempre integrare il suo utilizzo con altri strumenti di keyword research – è in ogni caso uno strumento da tenere in considerazione anche solo come primo step ogniqualvolta si vogliano realizzare dei contenuti in linea con le tendenze culturali, locali e globali del momento. Google Trends è un tool estremamente efficace per capire la stagionalità di determinati argomenti e strutturare e calendarizzare i propri contenuti di conseguenza.

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